Green Generation: altri sentieri da percorrere


Parola d’ordine? Alternativa. Lo stesso obiettivo può essere raggiunto tramite varie azioni, più o meno alleate della sostenibilità.

E la più eco-amica non è detto che sia la più dispendiosa in termini di tempo, energie e denaro. “Mal che vada” c’è sempre comunque da guadagnarci in salute, soddisfazione e tutela. Chi si sente parte della cosiddetta green generation, questo lo ha capito, come anche l’applicabilità di tale approccio a qualsiasi ambito della vita.


 Ha capito che per esser global bisogna prima essere local, ovvero glocal (Zygmunt Bauman docet) e che la propria piccola abitudine può avere un risvolto planetario. Il motto è “Think global, act local”.


Ha ben in testa il fatto che l’esistenza umana dipende da quella delle piante e che non è vero il contrario: non ci sarebbe un noi senza di loro, mentre un loro senza di noi sarebbe addirittura migliore. Gratitudine, quindi, che si traduce in rispetto per la loro vita e tutto ciò che offrono.

L’Alternativa c’è.

L’Alternativa c’è.

Tale attitudine altro non è che amore per la propria di vita. La generazione verde o, come meglio suona, la green generation, è composta da sani egoisti interessati prima di tutto al proprio benessere. Un’asserzione forse bizzarra, ma probabilmente vera, in quanto l’istinto primario di ogni essere vivente, forza motrice del mondo, è la sopravvivenza e desiderio comune è sopravvivere meglio e più a lungo possibile. Aspirazioni che dipendono dalle caratteristiche di ognuno, ma anche e soprattutto dal contesto in cui viviamo. Si capisce che pensare al benessere dell’ambiente che ci accoglie significa pensare al proprio.

Ciliege

La natura sa quello che fa, è opportuno fare altrettanto.

Tendendo alla propria soddisfazione fisica e mentale, si è compreso, ad esempio, che avere sul bancone ciliegie smaglianti quanto insapori tutto l’anno non rende grazia al palato e neanche all’ambiente. Mentre scegliere una politica lontana dal tutto e subito, ad esempio optare in inverno per un mandarino ricco di vitamina C anziché un’estivante ciliegia, comporta risvolti positivi sulla salute, gusto, inquinamento, agricoltura locale, ingegno e chi più ne ha ne aggiunga …

Si apprezzano inoltre consuetudini lontane dall’usa e getta: le attività di riciclo e riuso, oltre ad avere poco impatto sull’ambiente e generare attività lavorative, sono utili anche all’intelletto, stimolando creatività e fantasia. Inclinazioni slow sono parte del vivere verde e ciò si rispecchia anche in un nuovo modo di fare turismo, più sostenibile, e in molte altre pratiche. Camminare, ad esempio, in tutte le sue varianti, è un’attività fisica che molto ha da condividere con tale cultura. Alternativa dei mezzi a motore, è una pratica che raddrizza la schiena e il mondo. E’ fisico, è pensiero, è soddisfazione, è green.

Logo i love trekking photo story

Condividi il post ♥


Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *