Il lupo. Carta d’identità.


Il lupo Canis lupus lupus

 

 

 

 

 

 

Cognome: Canis lupus.

Nome: Lupo.

Famiglia: Canidi.

Classe: Mammalia (Mammiferi).

 

Residenza: il suo habitat naturale è rappresentato principalmente da estese zone boschive ed è diffuso in Europa, Asia e in Nord America. In Italia lo si trova nella fascia montana e pedemontana, in particolare su tutto l’arco appenninico.

Professione: Predatore dalle tendenze notturne, vive in inverno in un’articolata organizzazione sociale; cooperazione che si rispecchia anche nel suo modo di cacciare in branco. Predilige pasti a base di ungulati (cervidi e cinghiali in particolare), ma, opportunista e di bocca buona, all’occorrenza si accontenta di rettili, anfibi e molluschi e non disdegna le carcasse e i rifiuti.

Stato: VU. Secondo il comitato italiano dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura IUCN, il lupo è stato valutato come specie vulnerabile, ma la sua popolazione è in aumento. Invece non risulta inserito nella Red List IUCN europea. Causa principale del calo demografico del lupo fu la persecuzione umana e la riduzione del suo habitat naturale; sebbene ad oggi sia tutelato e ci sia stato un ripopolamento, la minaccia principale di questa specie rimane il bracconaggio. Ad oggi in Italia sono presenti circa 600 esemplari e qualche ricercatore azzarda numeri maggiori.

Carattere: un po’ solitario, un po’ sociale, è praticante della monogamia, ossia promette fedeltà a un solo coniuge per più stagioni. Sicuramente è una fra le specie più elusive, teme l’uomo quanto questi lo teme a sua volta.

 

CONNOTATI o CONTRASSEGNI SALIENTI

Dimensioni: variano a seconda della sottospecie e in generale il maschio è più grande della femmina. Normalmente la sua lunghezza varia dai 100 ai 170 cm, con una coda che può raggiungere i 50 cm e il suo peso oscilla mediamente tra i 20 e i 50 kg.

Peculiarità: dotato di un udito e olfatto formidabile, con il vento a favore può percepire la presenza di una preda anche a una distanza di circa 270 km, caratteristiche fondamentali per procurarsi cibo in inverno (il lupo non va in letargo) quando le prede scarseggiano.

Curiosità: storie, favole e leggende dell’antichità hanno circondato il lupo di un’aura di mistero e terrore. Dipinto come l’animale più crudele e vorace, divenne il nemico per antonomasia di pastori e cacciatori e nacquero numerosi proverbi italiani che lo vedevano protagonista: il lupo perde il pelo ma non il vizio, una fame da lupi, in bocca al lupo – crepi!, chi pecora si fa il lupo se la mangia, un tempo da lupi… Modi di dire tutt’oggi in uso e spropositati rispetto alla realtà: attacchi all’uomo da parte del lupo sono molto rari, qualche attacco a greggi e bestiame è stato registrato anche negli ultimi tempi, ma spesso gli vengono attribuite anche le scorribande di qualche cane rinselvatichito; in ogni caso le sue discese a valle sono conseguenza della diminuzione del suo habitat naturale e la scarsità di prede. Una brutta reputazione quella di uno degli esseri viventi più affascinanti e leali; l’uomo probabilmente si aspetta che questi abbia la stessa docilità di un cane domestico, dimenticando che si tratta di uno dei più grandi predatori europei, un superpredatore come viene definito in zoologia, che necessita massimo rispetto.

In foto: un esemplare di lupo europeo (Canis lupus lupus), la sottospecie più diffusa in Europa e in Asia; nella penisola italiana invece è diffuso il lupo appenninico (Canis lupus italicus).

 

 

Fonti: Autori vari, [1989] Guida agli animali d’Italia e d’Europa, Vallardi; Perretta G., [2012]  Appunti naturalistici sulla presenza del lupo (Canis lupus italicus) nel Lazio meridionale, Youcanprint.

 

 

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