Errare è possibile, perseverare è prerogativa umana. Daniza, un episodio dei tanti.


Daniza, il caso circondato dai casi, che non sono riusciti ad accaparrarsi l’articolo determinativo ma si sono dovuti accontentare del generico “un”, che indigna come niente ha mai indignato, come se fosse la prima volta.

Orso bruno brown bear

Ed è bene indignarsi anche per questo caso, come anche avvolgerlo da un sentito clamore, ma una volta esaurita quella morbosa voglia di dire la sua, che succede? Si ricomincia, si attende la prossima “bella” notizia grazie alla quale poter agitare gli animi. E intanto la storia si ripete. Degenera. Arriverà al famoso punto di non ritorno? Sarà utile anche scrivere queste poche righe? O forse è meglio fare un mantra, una preghiera al benevolo cielo, un taglio di capelli, ogni trucchetto è ammesso per trovare coraggio, dare un bel colpo di reni e cambiare.

In quale direzione si sa, ce la dicono gli ambientalisti, gli animalisti, gli ecologisti, considerati ormai al pari di fanatici religiosi e liquidati come sterili bigotti, ma con un’idea di fondo innegabilmente giusta; ma soprattutto ce la dice l’istinto (semmai a qualcuno ne fosse rimasto) e il buon senso ( qualora qualcuno ne fosse stato mai provvisto).

La morte di Daniza è un evento eclatante e grave da un punto di vista morale. Sicuramente non stupisce. E’ solo un epilogo di consuetudini umane che perseverano: sfruttare senza limiti, prendere coscienza, tentare di porre rimedio, indignarsi di fronte alla tragica fine. Ovvero, elencando i punti salienti della storia di Daniza (considerando tutta la storia, non solo lo scoop):

Fine ‘ 800 – persecuzione e restrizione dell’habitat del plantigrado pro interessi antropici.
Primi ‘900 – Ops l’orso italico è scomparso.
1996 – Reintroduciamolo in Trentino! I vicini esemplari balcanici potrebbero andar bene, sebbene abituati a vaste foreste lontane dalla presenza umana e caratterizzati da un’indole un po’ più aggressiva rispetto a quelli che furono gli autoctoni.
2014 – Un fungaiolo aggredito e un’orsa (madre) morta. Ira e sgomento per eventi annunciati conditi da quell’immancabile pizzico di disonestà e incapacità istituzionale.

Forse reintroduzione fa rima con persecuzione? Siamo pronti per un nuovo giro di giostra e dare il via alla moderna caccia all’orso. O forse no.

 

 

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