Il quinto rapporto sul clima mondiale: il riscaldamento terrestre non si è arrestato.


Quinto rapporto sul clima mondiale: l’IPCC. Climate change 2013 - The phisical Science Basis

Climate change 2013 – The phisical Science Basis. Il quinto rapporto sul clima mondiale.

 


L’IPCC conferma l’attività umana quale causa determinante del global warming.


Lo scorso 27 settembre è stata presentata a Stoccolma la sintesi per i policymakers del Climate Change 2013 – The Physical Science Basis, il contributo del Working Group I al quinto Assessment Report (AR5) dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). Si tratta della prima parte del quinto rapporto, le altre due parti sono attese per marzo e aprile 2014 e la sintesi finale verrà presentata a ottobre 2014.

Il rapporto, basato su analisi scientifiche, archivi paleoclimatici, studi teorici e simulazioni, aggiorna il precedente lavoro del 2007 ed evidenzia come l’influenza umana abbia svolto un ruolo determinante nei mutamenti climatici osservati dalla metà del 20° secolo.

Come ha dichiarato Rajendra Pachauri, presidente dell’IPCC, questo lavoro “fornisce importanti conoscenze con basi scientifiche sul riscaldamento terrestre e una solida base per affrontare la sfida del cambiamento climatico”.

Come si evince dalla sintesi , il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile e molti cambiamenti che sono stati osservati dal 1950 ad oggi, non hanno avuto precedenti da decine di millenni.

 

 I punti più significativi emersi dalla valutazione sono i seguenti:

  • Atmosfera: ciascuna delle ultime tre decadi è stata successivamente più calda rispetto a qualsiasi decennio precedente dal 1850. Nell’Emisfero Nord il trentennio 1983-2012 è stato il più caldo degli ultimi 1400 anni (media attendibilità).
  • Oceano: la temperatura media degli oceani è aumentata, nei primi 75 metri, di 0.11°C per decade, con riferimento al periodo 1971-2010. Il livello medio degli oceani tra il 1901 e il 2010 è aumentato di 0.19 m (molto attendibile).
  • Criosfera: nel corso degli ultimi due decenni, le calotte di ghiaccio della Groenlandia e dell’Antartide hanno perso di massa, i ghiacciai hanno continuato a ridursi e il ghiaccio del Mare Glaciale Artico e la copertura nevosa primaverile dell’Emisfero Nord sono diminuite in larga misura (molto attendibile).
  • Livello del mare: dalla metà del 19° secolo il tasso di incremento del livello del mare è stato più alto del tasso medio degli ultimi due millenni (molto attendibile). Nel periodo che va dal 1901 al 2010 il livello medio degli oceani è aumentato di 0.19 m.
  • Carbonio e altri cicli biogeochimici: le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica (CO2), metano (CH4) e ossidi di diazoto (N2O), sono aumentati a un ritmo senza precedenti negli ultimi 800.000 anni. Le concentrazioni di anidride carbonica sono aumentate del 40% rispetto al periodo preindustriale, in primo luogo per le emissioni dei combustibili fossili. L’oceano ha assorbito circa il 30% delle emissioni antropogeniche di diossido di carbonio, causando l’acidificazione degli oceani. L’aumento medio di CO2, CH4 e N2O osservato nell’ultimo secolo non ha precedenti negli ultimi 22000 anni (molto attendibile).
  • Temperatura: i dati sulla temperatura globale, considerando superficie terrestre e oceani, mostrano un riscaldamento di 0.85°C nel periodo 1880-2012.
Quinto rapporto sul clima mondiale: l’IPCC di Stoccolma 2013. Climate change 2013 - The phisical Science Basis

Grafico dei cambiamenti osservati della temperatura media globale dal 1901 al 2012.

 

“Le osservazioni dei cambiamenti climatici si basano su prove multiple e indipendenti l’una dall’altra. Dalla nostra valutazione scientifica emerge che l’atmosfera e gli oceani si sono riscaldati, la quantità di neve e ghiaccio è diminuita, il livello medio del mare globale e le concentrazioni di gas serra sono aumentate

ha affermato Qin Dahe, co-presidente del Gruppo di lavoro I IPCC. Thomas Stocker, l’altro co-presidente del gruppo di lavoro ha aggiunto:  “è probabile che la temperatura globale entro la fine del 21° secolo aumenti di oltre 1.5°C rispetto alla media 1850-1900 (molto attendibile). E’ molto probabile che ondate di calore si verifichino più spesso e più a lungo e ci aspettiamo di vedere le regioni attualmente umide ricevere più pioggia, mentre le regioni più secche riceverne meno, anche se ci saranno delle eccezioni”.

Conclude affermando che

“le emissioni continue di gas serra porteranno a un ulteriore riscaldamento e causeranno cambiamenti in tutte le componenti del sistema climatico. Per limitare i mutamenti climatici saranno necessarie significative riduzioni delle emissioni di gas serra“.

 

Niente di nuovo insomma; è tempo di cambiare, si sa, ma non il clima. Di seguito la versione integrale del rapporto.

 

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